Petrucci: “Al Mondiale con Belinelli e Gallinari”

Sotto un cielo color piombo, in attesa di lasciare l’ingrata Danzica, il presidente Federale Gianni Petrucci ha già il pensiero altrove. Alla gara di febbraio contro l’Ungheria, quella che dovrà spazzare ogni dubbio e portarci in Cina, a quel benedetto Mondiale che manca da 12 anni. Si giocherà a Varese o Desio e il numero uno Fip spiega il tutto a modo suo, introducendo i temi caldi dei prossimi mesi: Milano, Gallinari, Belinelli e Sacchetti. Partendo dal tonfo in Polonia.
Com’è, presidente, il day after?
«Prevalgono due sensazioni: realismo e sofferenza. Il realismo dice che siamo messi decisamente meglio delle nostre avversarie in classifica, poi però c’è la sofferenza di non aver chiuso il conto ed essere già al Mondiale. Siamo ancora in ballo, insomma. Ma un anno fa avremmo firmato per vivere una situazione del genere. E abbiamo più di un motivo per essere ottimisti».
Non è che a forza di fare calcoli in troppi si sono distratti?
«Non hanno condizionato il gruppo. E’ normale, si fanno. Succedeva anche quando ero al calcio. Prima di una partita due conti li fai sempre. In genere sono i dirigenti a farli, non l’allenatore o i giocatori. Il gruppo pensa a vincere e basta».
È sembrata un’Italia stanca però.
«Non lo so, non entro nel merito. Dico solo che la Polonia ha giocato meglio, ha meritato ampiamente e il risultato è sotto gli occhi di tutti».
A febbraio Italia-Ungheria. Una formalità?
«Non esistono partite del genere. Ricordo, per esempio, un Roma-Lecce nel calcio, tanti anni fa, che dovrebbe essere un monito per tutti. Non sottovalutiamo nessuno, ma l’ottimismo c’è, ne abbiamo tanto. Anche perché sono convinto che non potremmo mai ripetere una partita come quella con la Polonia».
Dove si giocherà?
«Vorremmo giocare nel luogo più vicino possibile a Milano. Per mettere tutti i giocatori nelle migliori condizioni possibili».
Questa va spiegata. Il 21 febbraio c’è Milano-Maccabi di Eurolega, il giorno dopo Italia-Ungheria. Riparte la trattativa con l’Olimpia?
«Ci aspettiamo la massima collaborazione, quella che c’è sempre stata. Con Livio Proli e con l’Olimpia abbiamo sempre avuto la massima intesa».
Vi aspettate quindi anche Brooks e Della Valle?
«Io sono certo che Proli e Simone Pianigiani capiscano l’importanza della partita con l’Ungheria».
Dovrete venirvi incontro…
«Non ho mai litigato con Milano e Proli. Il signor Armani, lo dico sempre, è stato sponsor quando ero presidente del Coni, sponsor olimpico. Sanno tutti benissimo che queste finestre potrebbero portare l’Italia non solo al Mondiale ma anche ai giochi olimpici».
Il Mondiale, tuttora a un passo, imporrà delle scelte. E torniamo al solito discorso…
«Per quanto mi riguarda, da presidente federale, voglio tutti i migliori giocatori italiani. In Cina, quando ci qualificheremo, deve andare la migliore Nazionale possibile. Sarebbe folle che un presidente non richiedesse i migliori giocatori, ha il diritto e dovere di farlo. Poi ovviamente le convocazioni le fa l’allenatore».
Ma se fosse per lei?
«Per me Gallinari e Belinelli vanno in Cina. Poi vedremo le convocazioni del c.t.»
Ne avrete parlato…
«L’allenatore è intelligente. Sono innamorato di Sacchetti prima dal punto di vista umano e poi da quello tecnico. Il c.t. ogni giorno ci conquista sempre di più. Dopo le vittorie ma anche per come reagisce alle sconfitte. Per me potrebbe rimanere a vita in federazione. Finché ci sono io si va avanti con lui».
Dunque siamo alla conferma.
«Per me è confermato anche dopo il Mondiale. Non ho alcun dubbio, uno come lui non lo trovo».
In Cina con Gallinari, Belinelli e Sacchetti.
«Assolutamente sì. Aspettando le scelte del c.t., io apro le porte e lui dia la spinta».
Contento di queste finestre?
«Ci hanno fatto gioco. Una federazione richiama l’attenzione durante il campionato con la Nazionale. Il che significa maggiore visibilità per tutto il movimento. E agli sponsor tutto questo non dispiace…»
Sì, ma con finestre invernali, Serie A ed Eurolega a 18 squadre, si rischierà il collasso.
«Vediamo chi sarà un nuovo segretario generale della Fiba che, presumo, sarà nominato entro fine dicembre. Dopo avremo il quadro un po’ più chiaro».

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