Novara fuga, Conegliano ok Scandicci all’inseguimento

Oggi l’ottava giornata dfi Serie A-1 femminile
NOVARA-MONZA 3-0 (25-23, 25-15, 25-19) — Non conosce ostacoli la marcia in campionato della Igor Gorgonzola Novara, che dopo il colpo grosso nel recupero infrasettimanale sul campo delle campionesse d’Italia, si impone con un netto e prentorio 3-0 su una Saugella Monza troppo presto rassegnata al ruolo di vittima sacrificale della capolista. E dire che la squadra di Falasca aveva approcciato benissimo la gara, interpretandola al meglio sul piano tecnico-tattico, con una battuta efficace ed una eccellente correlazione muro-difesa che ha sporcato molto le percentuali d’attacco della Igor nel primo set, costringendo la squadra di Barbolini ad una furiosa rimonta che ha però messo in mostra una volta di più il carattere e la compattezza di Piccinini e compagne. Il tabellino incorona ancora una volta la prestazione offensiva di Paola Egonu (20 punti su 30 palloni attaccati), ma quello che i numeri non mostrano abbastanza chiaramente è il lavoro incredibile in seconda linea delle veterane Stefania Sansonna e Francesca Piccinini, quest’ultima sempre più libero “aggiunto” in un sestetto che proprio con la sua presenza ha trovato al momento l’equilibrio perfetto. Le buone notizie per Barbolini non si limitano a questo: se Bartsch seppur lentamente sembra ritrovare la sua efficacia in attacco, il ritorno in campo, seppur per uno scampolo di gara, da parte di Celeste Plak offre a Novara una soluzione offensiva in più molto importante. La gara si può condensare essenzialmente in un primo set, come detto, inizialmente dominato dalla Saugella grazie al break costruito da Orthmann in battuta sino all’1-7, poi controllato con buona personalità (ed un eccellente lavoro a muro) dalla squadra brianzola sino al 13-16, ma girato dal doppio cambio Plak-Nizetich (per Piccinini e Bartsch), che frutta il parziale con cui Novara completa la rimonta (16-16, due punti di Plak) e poi passa a condurre (19-18) con lo show finale di Egonu, che mette a terra 5 attacchi per il 25-23 finale. Monza accusa il colpo e la gara, di fatto, si chiude qui. Anche perché la Igor ha poca voglia di scherzare e una volta pigiato il piede sull’acceleratore non lo alza più. Il secondo set si apre con un parziale di 8-1, ma a differenza di quanto accaduto nel parziale precedente a Monza, la Igor su questo costruisce un dominio assoluto nel set, chiuso a 15, con Egonu già a quota 16 (85% nel set in attacco). L’illusione che la gara possa riaprirsi nel terzo set dura poco: Novara trova anche i punti di Bartsch e Piccinini, Monza mette in rete un’infinità di battute (6 errori nel set) ed agevola il compito di Carlini, che si diverte anche a colpire ripetutamente di seconda. Sul 15-10 la Igor mette il pilota automatico, con Bartsch ed Egonu imprendibili per la difesa della Saugella, che si arrende sul 25-18.
(Andrea Crippa)
CONEGLIANO-CLUB ITALIA 3-1 (23-25, 25-21, 25-15, 25-21) — Torna alla vittoria l’Imoco Conegliano, dopo una gara giocata bene solo a tratti, ma vinta con merito lottando contro un Club Italia mai domo. Prima della partita è stato issato lo striscione della Supercoppa, quinto trofeo della storia gialloblù. Gran turnover per Santarelli che schiera per la prima volta Bechis in avvio, in diagonale con Nagaoka, Hill e Tirozzi in banda, De Kruijf e Moretto al centro, De Gennaro libero; Bellano risponde con Morello-S. Nwakalor, Populini-L. Nwakalor, Kone-Omoruyi, libero De Bortoli. Squadre molto fallose in avvio con sette errori nei primi dieci scambi: il gioco non è bellissimo, ma gli scambi sono combattuti per merito del muro ospite, più composto di quello dell’Imoco, che fatica anche in seconda linea, oltre che al servizio (5 errori nel set). Il Club Italia trova il primo vantaggio sul 7-10; Conegliano reagisce ma senza trovare continuità e fluidità. Arriva al 15-13, ma senza dare l’impressione di avere il pallino del gioco in mano: Nagaoka sbaglia troppo e solo Hill ha uno sprazzo da campionessa tra il 17-19 e il 22-21. Populini chiude il set con un ace, dopo un errore di Tirozzi. Più aggressiva l’Imoco in avvio del secondo set sia col servizio, sia con le schiacciate contro i muri avversari che rimangono sempre molto puntuali e coi giusti tempi. L’8-5 è firmato da Tirozzi, Bechis e De Kruijf; Omoruyi schiaccia e mura (8-7). Poi entra Fabris per Nagaoka infortunata al ginocchio sinistro e sostenuta dal pubblico. Conegliano però continua a sbagliare battute, non riuscendo ad allungare in modo deciso; più fallose anche le ragazze di Bellano.Ma sul 20-15 è ancora Populini a suonare la carica (20-19) e a strappare l’applauso del Palaverde. Moretto risponde con tre primi tempi al mani-out di Malual (24-20) e Fabris chiude i conti. Ancora Populini sugli scudi anche in avvio del terzo set: sono suoi i primi tre punti del Club Italia (4-4). De Kruijf dà una scossa anche con un ace (10-7), ma ancora Populini trascina le compagne fino all’11-10; seguono un muro di Moretto, due ace di Hill e il primo punto nel set di Fabris (16-10). L’Imoco entra in fiducia, spinta dal record stagionale di pubblico (4680) che non cessa di incitare, anche in caso di errore. Sistemando la ricezione, il gioco delle tricolori rinasce e si chiude sul 25-15. Due errori punto e due invasioni delle pantere aprono la scena del quarto set (0-4); anche il Club Italia segue la scia negativa e si fa recuperare fino al 7-8 con tre errori in battuta. Omoruyi e Silvia Nwakalor ritrovano la brillantezza del primo set, mentre Fabris è sottotono (9-12). Entra anche Wolosz per dare tempi diversi in prima linea, ma Populini non vuole mollare (12-5). Il sorpasso è merito dei tre punti consecutivi di De Kruijf, coadiuvata da Hill e Fabris (17-16). Scola e Wolosz giocano di secondo tocco (18-18), e Moretto sale due volte col muro (21-19); su uno dei pochissimi errori di Populini, l’abbrivio finale è per l’Imoco. ( Mirco Cavallin)
CASALMAGGIORE-BRESCIA 3-2 (18-25, 25-17, 25-21, 18-25, 15-8) — La solita legge del PalaRadi di Cremona? No, stavolta non esattamente. Perché, oltre al primo punto interno perso dalla Pomì, pure nell’andamento c’è molto di insolito: a partire ad esempio dallo schieramento di coach Gaspari, che opta per Pincerato al posto di Radenkovic (avvicendamento atteso dato che la serba, peraltro reduce da un infortunio in allenamento, non sta rendendo come era nelle aspettative) e soprattutto risparmia Kakolewska (febbricitante) inserendo Mio Bertolo, una certezza. Brescia invece va in campo con la miglior formazione possibile, almeno stando alle gerarchie di coach Mazzola in questo periodo. Quello che in pochi si aspettano è l’ottimo inizio della Millennium Valsabbina, che sfodera una Nicoletti in forma strepitosa, autentica trascinatrice nel primo set (80% di positività nelle giocate d’attacco). La Pomì, che non a caso è sempre sotto per tutto il set (di 3, 5 e infine 7 punti i gap più significativi registrati), sembra soffrire il gioco col palleggiatore in particolare Carcaces, autrice di ben 4 errori su 7 attacchi in un solo parziale. Villani lavora quasi da comprimaria ma mette giù palloni pesanti e con la bocca da fuoco Rahimova limitata (5 punti e solo il 30% di efficacia) è evidente come qualcosa non stia funzionando nelle rosa. Merito di Brescia ma merito anche di Gaspari il fatto di avere compreso che serve la scossa: utile è a quel punto rischiare anche Kakolewska, ancora più significativo è l’approccio diverso di Rahimova e Carcaces, che nel turno in battuta fanno male e incanalano subito il set. La Pomì scappa presto sul +5 nel cuore della contesa e non molla più, se soprassediamo sul break di 3-0 per la Millenium, che come Penelope crea (con la rediviva Pietersen) e poi disfa, incaponendosi in soluzioni difficili che portano ad errori in serie e ridanno fiato al vantaggio rosa. Chiude Rahimova: 1-1. Il terzo set è spesso quello decisivo in queste situazioni: di sicuro è il più equilibrato. Anche se viaggia a ondate alterne. Brescia parte meglio, l’errore di Nicoletti (prima delizia, stavolta croce) dà la svolta a un parziale che vede la Pomì in parità a quota 12. Si alza dopo lunga attesa vana il muro rosa, che inizia a carburare, lasciando così Casalmaggiore con un margine di sicurezza. Sul 19-17 l’orizzonte del punto a punto potrebbe per la prima volta concretizzarsi. Non accade, perché Gaspari ha dalla sua esperienza e colpi “proibiti”, che accendono le casalesi con Rahimova e Carcaces già in doppia cifra e Arrighetti prossima ad arrivarci (lo farà nel quarto set). Gara indirizzata? No, non proprio, perché dopo che la Pomì mette il naso avanti a quota 10, Brescia rimonta e non perdona, mandando in cortocircuito Casalmaggiore, che si affida così ai cambi (dentro Cuttino per Rahimova ad un certo punto: sostituzione che la dice lunga sull’appannamento rosa) senza però risalire. Gli errori delle bomber di scorta (anche Gray dentro per Carcaces) sono figli (o almeno parenti stretti) delle buone letture di muro e difesa ospite, con la Millenium che scappa sul +6 e poi resta a distanza, aiutata da Nicoletti, Veglia e Rivero. Il tie break, mai giocato da Casalmaggiore quest’anno (una sola volta da Brescia con Cuneo), parte nel segno di un logico equilibrio. La Pomì torna con la formazione potenzialmente titolare ma fatica a staccare la coraggiosa compagine di Mazzola che, forte pure del punto già acquisito, gioca con serenità e personalità. Bosetti torna ad alzare la voce per due punti pesanti a metà parziale, che danno il 9-5 alle locali e sbilanciano la sfida ad alta quota tra Nicoletti e Rahimova. Carcaces risponde proprio a Nicoletti (top scorer alla fine: 26-25 su Rahimova) e la Pomì si regala un altro successo, in attesa di tornare nella “tana” del PalaRadi solo il prossimo 26 dicembre.
(Giovanni Gardani)
BERGAMO-FILOTTRANO 3-1 (25-18 25-18 23-25 25-16) — Bergamo supera anche Filottrano e conquista la terza vittoria consecutiva dopo quelle di Brescia e, sempre interna, su Cuneo. Contro un avversario fresco di avvicendamento in panchina (Schiavo promosso primo al posto di Chiappini) e a cui non basta la solita monumentale ed applauditissima ex Paola Cardullo, la Zanetti gestisce al meglio i primi due parziali, cala nel terzo e controlla nel quarto. Le ospiti, senza Giulia Pisani (problemi alla spalla), provano a reggere il confronto al centro – ed è proprio lì che costruiscono la rimonta nel periodo vinto grazie a Garzaro e a Cogliandro -, ma pagano una manovra offensiva troppo leggera e che non si può poggiare solo sul Whitney (14 punti, 69%). Le padrone di casa, intanto, si godono una regolarissima Smarzek (top scorer con 21 palloni a terra) e con Mingardi rimessa in posto 4 (16 punti) fanno la differenza prima con un break di 6-0 (da 12-12 a 18-12) mentre nel secondo ci pensano le americane Courtney e Tapp a piazzare l’allungo. Il neo della serata è non aver capitalizzato un terzo periodo costantemente condotto avanti di un break e poi ribaltato dalla Lardini dopo aver impattato a 20, come detto, con le centrali in vetrina. Courtney certifica la sua crescita anche nel quarto parziale e il rischio di tie-break viene fugato nel cuore del set, con un cambio di marcia all’insegna della netta superiorità a muro (15-3 il computo finale). Altri tre punti e la Zanetti va, mettendo un altro tassello importante nel suo mosaico. (Federico Errante)
CUNEO-FIRENZE 3-1 (25-19, 23-25, 25-21, 25-23) — La prima vittoria sul campo “amico”, per la Bosca San Bernardo, arriva all’ottava giornata. L’attesa era tanta e coach Pistola è stato paziente, lavorando (è evidente) molto in allenamento e dando fiducia alle sue giocatrici. Soprattutto all’azera Salas, partita titolare (14 punti), alla centrale Mancini e, in seguito, alla rientrante Markovic. Van Hecke è stata la solita sicurezza (mvp e 29 punti), la palleggiatrice Bosio ha ritrovato fiducia (ha prediletto soprattutto il gioco in banda). Insomma Cuneo ha convinto e non è che Firenze abbia fatto tanto meno: su tutte Santana con 16 punti e 52%). Anzi: nel secondo set le fiorentine hanno recuperato punti nel finale del parziale, preoccupando non poco le cuneesi dal punto di vista psicologico. Tutto funziona a dovere nel primo set per le padrone di casa. Il 56% in attacco, le cuneesi se lo costruiscono da subito con il dominio in campo nella prima parte del set: 6-0 e poi 8-3. Protagoniste sono la Salas e la Van Hecke, entrambe sopra il 55%. Più facile per la Bosio smistare palloni con una ricezione al 69% di positive. Sono 9 gli errori delle fiorentine che oppongono resistenza con la Lippmann (4 punti, 44%). Coach Caprara prova la Bonciani al posto della Dijkema, ma la musica non cambia Il Bisonte si fema al 33% in attacco). Cuneo chiude il set con due attacchi della belga Van Hecke (7 punti a fine set) e la diagonale di Salas (25-19). Cuneo si complica la vita nel secondo parziale. Avanti fino al 16-12 e 19-15, non riesce a contrastare la reazione de “Il Bisonte” (parziale di 8-3) che “cresce” grazie alla prestazione della schiacciatrice portoricana Santana (6 punti, 67%). Sono, però, soprattutto gli errori punto a pesare per Cuneo: 13, contro i 7 delle avversarie. Così il set si chiude 23-25 e le toscane pareggiano i conti. Sono solo 3 gli errori delle cuneesi nel terzo set e 5 sono i muri vincenti. Sono gli elementi che consentono alla Bosca San Bernardo di ottenere set e fiducia. Insieme arriva il “crollo” della Lippmann (1 attacco vincente su 10) e Cuneo conquista il parziale, nonostante il 42% delle toscane in attacco. Pipe coraggiosa della Markovic per il 24-21, Van Hecke chiude 25-21. Quarto set al cardiopalma: la Lippmann rientra, ma non fa male per Firenze, la Cruz si riposa in panchina e rientra solo quando il finale potrebbe mettersi male per le cuneesi. Bosca resta sempre in vantaggio, poi c’è tensione nel finale: Dopo un match point annullato sul 24-22, l’arbitro Spinnicchia fischia il quarto tocco a Firenze e chiude set e e partita a favore di Cuneo. Coach Caprara chiede il video check, ma non è concesso. (Gianni Scarpace)
BUSTO ARSIZIO-SCANDICCI 0-3 (21-25, 24-26, 15-25) — Con una prova autoritaria, griffata dai 20 punti della top scorer Haak, la Savino del Bene Scandicci sbanca in tre set il PalaYamamay, centrando la quinta vittoria di fila e mettendo fine all’imbattibilità stagionale della Unet e-work, al primo ko dopo sette vittorie consecutive (sei in campionato e una in Cev). Davanti ad oltre 3000 spettatori, con un settore del PalaYamamay colorato dalle bandiere dei quattro mori in onore della sarda Alessia Orro (testimonial di Funima International Onlus), Busto e Scandicci (foto Bojeri) procedono a braccetto, con le padrone di casa che tentano l’allungo (l’ace di Mejners, al primo punto stagionale, vale il 17-15), subendo l’immediata e perentoria risposta delle ospiti con l’ottima Malinov (18-21). Nel finale, in cui Grobelna conferma il suo momento difficile lasciando ad Herbots e Gennari tutto il peso dell’attacco, l’errore a servizio di Orro consegna il set a Scandicci: il 21-25 in 26’ porta la firma di Haak e Stevanovic (75%), ben coadiuvate da Bosetti e Vasileva. La reazione della Uyba non si fa attendere (5-1), ma la Savino dei tanti ex (da Parisi a Carcauta, senza dimenticare Papa e Bisconti) ha qualità da vendere anche in Adeniza e rovescia l’inerzia (10-14). Le farfalle, brave a restare aggrappate alla partita con una ritrovata Grobelna (7 punti col 70%), ribaltano a loro volta la situazione sul turno di servizio di Herbots che infila due ace sul pokerissimo biancorosso (20-17). I muri di Haak e Vasileva riportano però la parità (22 pari), in un finale elettrico (giallo a Vasileva per proteste su un attacco fortunoso di una Berti sempre preziosa) in cui Busto disfa tutto con tre errori di fila, regalando a Scandicci il 24-26 in 33’ griffato da altri 8 punti di Haak. Pur accusando il contraccolpo, le bustocche di Mencarelli provano a restare in partita (8 pari), ma le toscane – seguite in Lombardia da una trentina di fedelissimi – quando accelerano fanno sempre male (8-12). E sul turno di battuta di Haak (11-20), Gennari e compagne alzano bandiera bianca: il 15-25 in 21’ è l’epilogo inevitabile quanto severo di un match chiusosi di fatto sul set point fallito da Busto nella secondo frazione (Mattia Brazzelli Lualdi)

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