Alonso, Formula magica I segreti di 17 anni in F.1

Forse in questo momento si trova nel caldo degli Emirati Arabi, dove spesso ha trascorso gli inverni tra mare e bicicletta. Oppure è in Giappone, a discutere con la Toyota il programma nelle gare di durata. O magari è negli Stati Uniti, a pianificare la 500 Miglia di Indianapolis. O in Spagna a casa sua o a Lugano. Fernando Alonso ha sempre fatto dell’imprevedibilità la sua caratteristica.
poco competitiva — Anche se, ora che ha ufficialmente lasciato la Formula 1, vorrebbe cambiare vita: “In tanti anni di corse ho rinunciato alla famiglia, agli amici, ai miei hobby, ad avere una moglie, dei figli. È arrivato il momento di rimettere queste cose al primo posto, ne sento il bisogno”. Una dichiarazione in fotocopia per tutti i piloti usciti di scena. Il che, per Fernando, non avviene. Il suo abbandono è relativo alla F.1, non avendo una macchina competitiva con cui battersi. La McLaren, alla quale resta legato per Indy, dal momento in cui firmò a fine 2014, è precipitata in basso, sino ad avere un ruolo marginale in un panorama dominato dai colossi Mercedes e Ferrari. Continuare con una squadra meno nobile delle prime due non avrebbe avuto senso, si sarebbe annoiato. Quindi ha detto basta “e non credo che tornerò sui miei passi, benché non escluda che possa cambiare idea nel momento in cui, guardando i gran premi del 2019, verrò colto dalla nostalgia”. Quando ad Abu Dhabi gli abbiamo detto “arrivederci”, ha sorriso sornione mentre Flavio Briatore, il suo manager che gli era accanto, commentava: “Ha 37 anni e potrebbe rientrare anche dopo una stagione di riposo. È talmente bravo che non avrebbe problemi a reinserirsi e a vincere subito”. Alonso si aspettava di ottenere molto più di due titoli mondiali, che comunque non sono una sciocchezza. Avrebbe meritato, ma è sempre approdato nei posti giusti al momento sbagliato, trasformandosi da inseguito a eterno inseguitore. Persino le 5 annate in Ferrari sono state un tormento: almeno tre i mondiali persi perché la macchina non c’era e lo staff tecnico latitava. Per non parlare del 2007, quando andò in McLaren per la prima volta e il team fece di tutto per far vincere Hamilton, fallendo l’obbiettivo: “Sì, quel titolo buttato via mi pesa – dice – perché fu una questione di un solo punto. Se avessi avuto il sostegno giusto, il campione sarei diventato io. Il momento più indigesto della mia carriera”.
Rompiscatole — Fu proprio in McLaren che Alonso, stilista dalla guida raffinata, implacabile nell’aggredire i rivali, si creò la fama di pilota bravo ma rompiscatole, reputazione rafforzata negli anni a Maranello, dove si è spesso parlato del suo ruolo “politico”, in quanto interveniva su questioni di pertinenza dei tecnici o dei manager. Per cui, alla fine, è passato il messaggio di campione da cui tenersi alla larga. Del resto, le squadre di F.1 hanno sempre amato i piloti muti, incapaci di esprimere opinioni. Quelli intelligenti ne hanno pagato le conseguenze: Fangio venne messo alla porta da Enzo Ferrari. Il quale, addirittura, ruppe con Lauda prima che si concludesse la stagione 1977. Ancora la Ferrari appiedò Alain Prost con qualche gara d’anticipo, nel 1991. Alonso – proprio come gli esempi citati – ha avuto l’handicap (!) di aver cercato di usare la testa, ritenendolo necessario per far crescere i team con i quali correva: “Volevo i risultati, mi sono mosso in tutti i modi per raggiungerli”.
Quante modelle — Parallelamente, Alonso ha vissuto una intensa vita privata, con amori vari (alcuni segretissimi…) e anche un matrimonio con Raquel del Rosario, cantante spagnola del gruppo El Suenho de Morfeo, ragazza simpatica, socievole, sempre in giro per il mondo come lui: e alla fine, visto che le date coincidenti in cui potevano stare assieme erano ridotte all’osso, ognuno ha preso la sua strada. Nelle sue peripezie sentimentali, Fernando non si è fatto mancare una fidanzata russa, la magrissima modella Dasha Kapustina, andando a visitarla persino nella sua abitazione di Vladivostok, il grande porto sul Pacifico. L’ultima traccia affettiva riguarda Linda Morselli, modella pure lei ed ex di Valentino Rossi. Sul tema in generale, Alonso è abbottonato ma sorride divertito se gli si riconosce una fama da ammaliante play boy Anni 70. Potrebbe essere altrimenti col solo pilota di F.1 colto, simpatico, sornione, furbescamente irriverente come hanno mostrato i suoi colloqui radio col box?
Senza il padre — Quando parla di moglie e figli, tuttavia, Fernando si rifà alla sua famiglia. Padre, madre, sorella. Legami stretti nei quali vorrebbe inserire una persona con cui costruire qualcosa di duraturo, avendo come baricentro Oviedo, dove Alonso ha il suo museo, la scuola di karting e soprattutto i ricordi, lui che ha un animo romantico e gli piace tornare con la mente a quando era bambino e accompagnava il bisnonno, pastore, con le pecore, il cane, il verde e il mare sullo sfondo. Una figura cara quanto il padre, che gli mancò molto nell’adolescenza perché preparava esplosivi per le miniere lontano da casa, tornando solo nei weekend. “Siamo stati insieme più tardi, quando ho cominciato a correre ascoltando i suoi consigli. Mio papà è la persona più intelligente che esista”.
il divorzio dalla rossa — Proprio il padre, pilota mancato, fu tra coloro che sognarono una stagione di trionfi a Maranello, facendo poi i conti con una realtà meno felice: “Potevo rimanere in Ferrari per altri due anni, me ne sono andato a fine 2014 perché avevo ottenuto il massimo che si poteva e sapevo che non ci sarebbero state possibilità di arrivare al titolo mondiale. Il tempo mi ha dato ragione. Ma è stata una separazione senza astio, con momenti indimenticabili come la vittoria di Monza nel 2010 e quella a Valencia nel 2012”. Il passato non ritorna, i rimpianti servono solo per amareggiare il presente. Alonso guarda avanti. Dove? Non lo sa neppure lui, perché la vita è bella da affrontare per come viene, senza fare troppi programmi. Ma, sempre, con un sorriso beffardo stampato in volto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *